Autore: Gabriella Malagoli
TITOLO: San Silvestro. Patrono di Nonantola
ILLUSTRAZIONI: Eleonora Marino
PRESENTAZIONE
San Silvestro è il patrono di Nonantola e viene solennemente festeggiato il 31 dicembre
Questo libretto sulla vita di san Silvestro, patrono di Nonantola, dedicato ai ragazzi, ma non solo, è nato da un prezioso suggerimento e dall’idea che sia estremamente importante far conoscere le vicende dei Santi legati al paese, affinché siano d’esempio e di orgoglio e permettano di leggere e comprendere meglio le opere d’arte a loro dedicate
Giò e zio Greg
Come un’introduzione
«Uau! Ma che meraviglia, zio Greg! Lo avete preparato per Halloween?». Giò, che in realtà si chiamava Giuseppe, stava a bocca aperta davanti a una strana grande scatola in vetro piena di ossa. Il suo nome era stato scelto in omaggio a san Giuseppe – che è sempre una garanzia –, per affetto dei suoi genitori verso un veterinario e diacono del paese molto simpatico e molto ascoltato per la sua fede, ma anche per l’attaccamento dei nonni a un famoso capo di stato estero di quando erano giovani.
«Beh, in un certo senso», rispose lo zio. Don Gregorio era diventato monaco a Nonantola più di quarant’anni prima e da tre anni era stato eletto a guidare i monaci come padre abate.
Giò aveva appena iniziato la prima media e lo zio stava accompagnando il giovane pronipote a visitare la chiesa abbaziale: si erano fermati davanti a un altare laterale sul quale era posata quella strana scatola.
«La festa di Halloween ci attira verso ciò che suscita spavento e raccapriccio, in particolare il mondo dei morti. In realtà, come la conosciamo, è la faccia commerciale di una grandissima festa della nostra fede: la Solennità di Tutti i Santi. Celebriamo il fatto che, dopo la morte, il Signore accoglie in Paradiso tutti coloro che amano lui e il prossimo. Qui abbiamo le ossa di san Silvestro, ma la sua anima è già in Cielo e da là veglia, prega e opera per il nostro bene da millesettecento anni. Le ossa sono ciò che per il momento, in attesa della risurrezione finale, ci resta: haec quae reliquùntur, le reliquie».
Giò era stupito da quelle notizie e dal suono di quelle parole in una lingua così simile alla nostra, ma più sonora e incisiva. Si sentiva incuriosito e attirato: «Dunque non solo sappiamo che c’è un Dio là in alto da qualche parte, ma anche tante persone, che da là ci hanno a cuore, ci accompagnano e ci aiutano davvero?».
«Beh, Gio: Dio non è “là da qualche parte”, si è fatto vicino, lo festeggiamo ogni anno a Natale. In Gesù si è fatto presente, ha portato in mezzo a noi l’amore del Padre, con le sue parole e con le sue opere ci ha donato tutto quello che dobbiamo avere e sapere di questo Padre che è pienezza di Bene, e cioè vera Bellezza, Verità e Giustizia. Per di più ci ha donato lo Spirito Santo, che sempre abita presso di noi e sempre ci ispira pensieri, sentimenti e volontà di quel Bene: bisogna essere veramente distratti per non accorgersene. I Santi se ne sono accorti per davvero quando erano tra noi e ora, dal Cielo, collaborano con Dio in quest’opera amorevole di attenzione e di cura» rispose don Gregorio.
Giò distolse lo sguardo dallo zio: «Effettivamente mi distraggo spesso, me lo dicono sempre a scuola». Ma subito lo fissò di nuovo: «Però è vero quello che dici: tante volte mi vengono pensieri e desideri di bene. Di solito però penso che siano solo fantasie: il mondo è così complicato. È difficile capirsi anche solo con papà e mamma, gli amici, per non parlare dei fratelli: litighiamo quasi tutti i giorni…».
«Il nostro cuore è complicato proprio perché così di rado ascoltiamo e attuiamo queste ispirazioni di Bene. Il Bene, cioè Dio, mette ordine dentro e fuori di noi, ci rende forti e ci dona Pace. Dio è Pace. Il motto del nostro Ordine di San Benedetto è proprio Pax» commentò don Gregorio.
«Di nuovo quella lingua» pensò Giò e disse allo zio: «È proprio di questa Pace che penso di aver bisogno per crescere. Tante cose mi fanno paura, mi mettono in difficoltà e mi schiacciano dentro. Queste invece mi fanno sentire di poter avere fiducia e capacità di vincerle. Sai? Penso che proprio tutto, ma tutto il mondo ne abbia bisogno. Oh: devo andare subito a raccontarlo a casa, e poi al campo sportivo, e domani a scuola!».
Don Gregorio appoggiò la mano destra sul capo del nipote, che con affetto e preghiera accompagnava fin da quando i suoi genitori ne erano in attesa. Ma a stento lo raggiunse: Giò stava già schizzando fuori dalla millenaria basilica. «Giò, in chiesa non si corre: ci si muove composti e si prega» avrebbe voluto dirgli benevolmente. Me pensò che era meglio chiedere a san Silvestro di aiutare Giò a capirlo presto da solo.
Le vite dei Santi non ci raccontano sempre la loro storia così come è stata. Nessuno conosce tutto della vita di qualcun altro. Ci dicono che cosa è importante per vivere il presente secondo il Bene che loro hanno vissuto e poter raggiungerli là dove sono quando ne sarà ora.
Don Riccardo Fangarezzi
Direttore Archivio Abbaziale di Nonantola
Il Testo
SOMMARIO
Presentazione
S.E. Mons. Erio Castellucci
Arcivescovo-Abate di Modena-Nonantola
Premessa
Rev.mo Padre Manel Gasch Hurios
Abate di Montserrat
Prefazione
Don Maciej Maciołek
Parroco di Stuffione e Ravarino
PARTE PRIMA
Margherita Clavarino
La Madonna delle Grazie di Stuffione
1. L’originale e la sua influenza
2. L’oggetto stampato
3. L’arrivo della stampa
4. Origini del culto
5. Espansione del culto
6. Stampe della prima età moderna in contesti devozionali
7. Copie come prototipi
Appendice
PARTE SECONDA
Giorgio Fava
Le celebrazioni centenarie nel passato
1. Ricordi e testimonianze dei centenari del 1723 e del 1823
2. Il terzo centenario del 1923. La cronaca e le testimonianze
3. Addendum: la visita dell’Abate di Montserrat nel 2003
PARTE TERZA
Giorgio Fava
Iconografia della B.V. delle Grazie di Stuffione
4. La B.V. delle Grazie di Stuffione nei santini, nelle stampe, nelle maioliche e negli oggetti
PARTE QUARTA
Giorgio Fava
Il restauro della xilografia della B.V. delle Grazie di Stuffione
5. Iter e relazione finale del restauro conservativo
Postfazione
Un paesaggio Mariano. Immagini, santuari e oratori di paese. Il santuario di Stuffione e l’immagine della Beata Vergine delle Grazie di Monserrat
Don Riccardo Fangarezzi
Direttore Archivio Abbaziale di Nonantola
Alla fine di tutto
Giorgio Fava
Abbreviazioni e Bibliografia
Caratteristiche
Collana Centro Studi Storici Nonantolani: “Biblioteca 85”
Editori: Archivio Abbaziale – Nonantola, Centro Studi Storici Nonantolani, ArcheoNonantola
Anno: 2024
Pagine: 41
Formato: 15 x 22








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