Le maestà-segni di fede religiosa

Autori Vari

PRESENTAZIONE

Percorrendo il territorio nonantolano ogni tanto appaiono alla vista del viandante ,specie lungo le strade e nei crocicchi delle medesime, delle piccole costruzioni chiamate Maestà, Pilastri o Colonne devozionali che stanno ad indicare un segno di fede dei nostri avi. La storia di queste Maestà, si perde lungo il corso dei secoli. Perciò di molte non conosciamo, tante volte a fondo, la loro origine. La fondazione di esse è rimasta, per la maggior parte , completamente nell’oscurità. Sembra che l’origine degli steli si fonda nell’epoca fenicia romana. Con l’avvento del Cristianesimo, queste colonne dedicate agli dei e poste nei campi a protezione dei raccolti, furono sostituite con altre a forma di croce. Con il passare dei secoli, queste Croci cambiarono forma e divennero colonne o pilastri con nicchie entro le quali venivano poste le immagini marmoree o di terracotta raffiguranti la Madonna con il Bambino (la così detta ”Dei genitrix” ossia “la Madre di Dio”) o qualche immagine di Santi martiri. Queste Colonne, o Pilastri, terminavano a forma , più o meno spiccata, di guglia sormontata dalla croce, mentre altre venivano coperte a tetto con tegole spioventi. Con il passare dei secoli queste steli, furono chiamate “Maestà” perché esse, prima di tutto, erano dedicate alla Maestà di Dio e poi alla Vergine dei Santi. Tali Maestà volevano ricordare ai viandanti , non solo un segno di fede o di devozione per una grazia ricevuta o una disgrazia ivi evitata, ma anche una spiccata devozione delle famiglie che le avevano costruite come atto propiziatorio verso la Maestà Divina. Nel territorio nonantolano, di queste Maestà, ne esistono attualmente ancora sedici, delle quali, solo alcune, sono prive dell’ Immagine Sacra e quindi non si conosce la loro primitiva dedicazione. Il Centro Studi storici Nonantolani, essendo il 1988 dedicato alla Vergine Maria, Ha creduto opportuno fissare la loro esistenza con la presente pubblicazione e donare ai Signori Proprietari dei terreni ove sorgono queste Maestà prive delle Immagini, una terracotta raffigurante la Madonna , opera finemente lavorata da Don Gianni Gilli. Con questo gesto da parte del Centro Studi storici Nonantolani si spera che i Signori Proprietari di tali opere votive attendono per l’avvenire non soltanto alla manutenzione ed alla salvaguardia delle Immagine Sacre, ma si adoperino nel ripristinare, se ve ne fossero, le antiche tradizioni, come ad esempio, la recita del Santo Rosario durante il mese di Maggio. A questo riguardo , richiamo l’attenzione delle persone anziane del luogo ove sono poste queste Maestà affinché essi ricordino i mesi di Maggio della loro giovinezza , delle preghiere innalzate alla Vergine Santa, dei canti mariani , in particolare quello ; “ Odo suonar lo squillo della sera – che dolcemente invita alla preghiera…”che ondulante si spandeva nei campi e l’aria li portava lontano mescolandosi con altri canti formando così un unico coro che saliva al cielo. Se queste Maestà nonantolane potessero parlare! Quanti dolori e gioie sono passate accanto a loro. Qui sono passate tante generazioni , dal bimbo al vecchio, per rendere omaggio a Colei che nei momenti più tristi della vita ha fatto sentire al sua materna protezione. Quanta nostalgia, quanta fratellanza ispirano ancora queste Maestà sacre!. Vorrei che questo appello fosse, come ho detto, da tutti recepito coma atto di riconoscenza verso coloro che le hanno innalzate e che ancora ci parlano della loro umile fede, della costante loro fiducia nella protezione di Dio e dei Santi in modo particolare della Madre di Dio. Questi segni di fede non sono quindi ancora morti ma sono vivi più che mai . Essi brillano ancora nel firmamento del cuore dell’uomo alimentati dalla linfa della Grazia e illuminati dalla Luce divina.

Nonantola , marzo 1988

Mons. Francesco Gavioli

 Presidente del Centro Studi

Edito da GRAFICHE 4 ESSE NONANTOLA- 1998

Formato 30 x 21

Pagine 34

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