OMAGGIO A ERNEST BARALDI

Autore: Serafini L.

LORENA SERAFINI [1]

ERNEST BARALDI

(Nonantola 1913 – Parigi 1966)

COMPOSITEUR DE MUSIQUE / PROFESSEUR D’ACCORDEON

PICCOLA BIOGRAFIA CON ANEDDOTI

È come il tango o il blues, che a inizio Novecento suonavano gli immigrati in Argentina e i neri in America;

in Francia furono i fisarmonicisti italiani a introdurre la valse musette e a mischiarla al jazz…

Richard Galliano

 1913

Ernesto, detto Nini, nasce a Nonantola, sesto di sette figli, il 25 marzo del 1913 giorno dell’Annunciazione, da Enrico Baraldi e Clarice Piccinini. Gli altri fratelli sono: Primo (1896), Guido (1898), Maria (1902), Umberto (1904), Marino (1907) e Girolamo nato successivamente (1918). Erano nati altri due figli, morti precocemente, di cui si è perso il ricordo. Probabilmente la famiglia non è proprio del paese, ma mancano notizie e studi più precisi al riguardo. Nonantola è un piccolo centro della campagna emiliana dove la maggioranza degli abitanti sono dediti all’agricoltura. Il padre Enrico lavora come giardiniere comunale e sembra che vedendolo spesso con lo strumento di lavoro (la zappa), gli venga dato il soprannome di Zapèta, soprannome (scucmài) che individuerà tutti i componenti della famiglia. Le condizioni economiche di due genitori con sette figli non sono certo floride. I fratelli crescono ed iniziano a guadagnare qualcosa in un contesto storico non certo favorevole. Nei ricordi dei famigliari non emergono notizie riguardanti la Prima guerra mondiale. Anche le tragiche epidemie che hanno colpito la popolazione dal 1915 al 1920 sembra abbiano risparmiato la famiglia Baraldi.

1922-28

Gli anni fra il 1922-23 sono molto duri per il fratello maggiore Guido che per le sue idee socialiste viene minacciato dai fascisti della zona a bere l’olio di ricino. Per evitare ulteriori pericoli e per cercare una condizione di lavoro migliore, decide di emigrare e parte per la Francia. Con la sua robusta corporatura Guido trova lavoro come scaricatore a Gennevillier, il porto fluviale di Parigi. Questa destinazione sarà fondamentale per il futuro di Ernesto. Negli anni della lontananza dal fratello emigrato e nonostante le difficili condizioni economiche della famiglia inizia ad interessarsi di musica ed a prendere lezioni dal maestro della banda del paese, Pedretti, che però gli ripete che non è portato per la musica e non potrà mai essere un «brèv sunador». Anche se non è molto incoraggiato studia melodia e solfeggio. Gli strani movimenti che ripete a casa durante gli esercizi per imparare a leggere sul pentagramma, fanno preoccupare seriamente mamma Clarice che ripete: «Le dvintè matt. Al dà di sciaff in aria!». Per guadagnarsi da vivere va’ a bottega dal fratello Umberto, diventato bravo calzolaio.

1929

In quest’anno Guido torna dalla Francia per un breve periodo, per visitare i parenti ed i genitori ormai anziani. Ernesto gli parla della sua passione per la musica e del fatto che non vede possibilità di migliorare rimanendo a Nonantola. Il fratello gli promette di farlo partire e di aiutarlo nella vita e negli studi musicali: Parigi è grande, si suona in ogni angolo. Le possibilità per fare fortuna ci sono tutte.

1930-33

Ha meno di vent’anni quando, da solo, prende il treno per raggiungere il fratello in Francia. È molto giovane: ha ancora i pantaloni all’indecisa, pochi soldi ma sicuramente tanto entusiasmo. Non ci sono notizie riguardo alla spesa sostenuta per il viaggio, forse frutto della generosità del fratello o dei suoi pochi risparmi. La cosa certa è che Guido, come promesso, per i primi anni lo aiuta economicamente sia per il mantenimento che per le lezioni di musica. Inizia a studiare seriamente lo strumento che ormai ha scelto: la fisarmonica, o meglio l’accordeon che in Francia in questi anni ha una grande popolarità. Tiene una fitta corrispondenza con i fratelli rimasti a Nonantola, soprattutto con la sorella Maria che tiene i contatti con i genitori anziani.

1935

Ernesto ha iniziato a suonare ed esibirsi nelle piccole orchestre dei locali parigini dei cafè e dei tabarin facendosi apprezzare. Nel frattempo inizia anche a comporre: valzer musette, polka, mazurka, java… Nel 1935 pubblica il brano Baraldinette. Valse avec variations, che rimane il suo pezzo più famoso ed interpretato. Valzer musette dedicato a tutta la famiglia Baraldi.

1937

In quest’anno Ernesto, già diventato Ernest alla francese, invita i genitori e la sorella ad andarlo a trovare a Parigi, inviando i soldi per il viaggio, frutto del suo lavoro di musicista e dei primi diritti d’autore. L’invito alla sorella è fatto per evitare (….)

[1] Pronipote di Ernest.

Edito da Ed. ArteStampa – Modena-2017

Formato 24 x 22

Pagine 32

codice ISBN:               9 788864 624617

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