Espulsi e licenziati – Alunni e docenti delle scuole modenesi e le leggi razziali del 1938

Di Gino Malaguti, Barbara Previato e Giorgio Malaguti.

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Mi ricordo la sera di fine estate del 1938: avevo fatto la prima e la seconda elementare in una scuola pubblica del mio quartiere, quando mio padre cercò di spiegarmi che siccome eravamo ebrei, non sarei più potuta andare a scuola. Quel momento ha segnato una cesura tra il prima e il dopo; era difficile per mio padre, con un sorriso commosso, spiegarmi quel fatto: io che mi sentivo così uguale a tutte le altre bambine, invece ero considerata diversa. Mi ricordo la fatica di dover cambiare scuola e di non dover dire mai niente nei primi giorni nella nuova scuola di quella che io ero al di fuori delle mura scolastiche. Le bambine con le quali ero stata a scuola nei primi due anni, quando le incontravo per strada, mi segnavano e dicevano che io non potevo più andare nella loro scuola in quanto ero ebrea. Io sentivo e vedevo quelle risatine e non capivo perché facessero così.

 Liliana Segre

Il 6 dicembre del 2001, Liliana Segre raccontò nell’auditorio di Santa Margherita a Venezia la sua esperienza di ragazza deportata nel campo di concentramento di Birkenau ad Auschwitz.

PRESENTAZIONI

Riflettendo sul rapporto tra gli ebrei e la Shoà in Italia possiamo notare una diversità di vedute tra gli ebrei italiani e altri ebrei che prima, durante e dopo la guerra passarono per l’Italia o ebbero da fare con le autorità italiane.
L’Italia fu l’unico paese che sistematicamente seguì la Germania nazista nell’emanazione di leggi razziali e nel perseguimento di una campagna antiebraica che colpiva gli ebrei nel loro legame con lo Stato e con la popolazione, trasformandoli in paria.

Gli ebrei italiani subirono questi provvedimenti con sgomento e stupore, oltre che con grande dolore. Stupore sul quale ci soffermeremo. Dall’altra parte, leggendo delle testimonianze di altri ebrei europei (ebrei provenienti da Polonia, Germania e da altri paesi) possiamo notare un apprezzamento verso gli italiani e il loro comportamento verso gli ebrei durante il conflitto mondiale.

Per dare un esempio riporterò uno scritto che può testimoniare eloquentemente questo fenomeno.

L’opera è quella di una filosofa tra le più eminenti del novecento, soprattutto per quanto riguarda lo studio dei regimi totalitari di questo secolo. Parlo di Hanna Arendt. Nel suo famoso libro La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme l’autrice dedica dei capitoli alla deportazione degli ebrei dai singoli paesi, o dalle singole aree dell’Europa occupata. In quello sulla deportazione dall’Europa occidentale – Francia, Belgio, Olanda, Danimarca e Italia – essa accosta il fatto accaduto in Danimarca (paese nel quale la resistenza locale riuscì a salvare quasi tutti gli ebrei) a quanto successo in Italia. Pur essendo l’Italia l’unica vera alleata della Germania, qui l’atteggiamento verso gli ebrei e la loro deportazione non ebbe gli effetti sperati dai tedeschi.

Ci fu un rifiuto da parte delle autorità italiane, soprattutto dal Regio Esercito, verso la deportazione. E non soltanto dall’Italia, ma anche da tutti i territori occupati dall’esercito italiano. E sulla motivazione di questo rifiuto, la filosofa scrive: «Quello che in Danimarca fu il risultato di una profonda sensibilità politica, di un’innata comprensione dei doveri e delle responsabilità di una nazione che vuole essere veramente indipendente, in Italia fu il prodotto della generale, spontanea umanità di un popolo di antica civiltà»[1].

E così si potrebbero citare altre testimonianze sulla differenza tra il rapporto italiano e quello di altri popoli verso gli ebrei (vedi ad esempio Il Tribunale del bene di Gabriele Nissim[2]).

Ebbene, tornando al nostro argomento lo sgomento , lo stupore e il profondo dolore degli ebrei italiani riguardo alle leggi del 1938 era forse dovuto a questo stesso fatto.

Gli ebrei in Italia, a differenza di quanto succedeva in altri paesi europei, vedevano sé stessi e soprattutto erano visti dagli altri, come delle persone integrate del tutto nel tessuto sociale della nazione e facenti parte a tutti gli effetti del popolo italiano. E aggiungerei che persino in epoche pre-emancipazione, il legame tra gli ebrei  e gli italiani era diverso rispetto a quello con altri popoli europei.

Vedi ad esempio l’interessante articolo di Jomtov Ludovico Bato sull’emigrazione degli ebrei tedeschi in Italia dal trecento al cinquecento (Scritti in memoria di S. Mayer, fondazione S. Mayer, Gerusalemme 1956). Questo articolo racconta dell’emigrazione degli ebrei dalla Germania verso l’Italia, vista già nel medioevo come una specie di terra promessa rispetto ad altre lande europee.

Questo era il profondo legame che univa gli ebrei alla penisola e al suo popolo.

Da lungo tempo, e soprattutto dopo l’emancipazione, gli ebrei vedevano sé stessi come parte vitale del popolo italiano, e non come stranieri. E questo non soltanto da parte loro, ma anche da parte del popolo dentro il quale loro risiedevano.

Queste profonde radici, questo radicato legame fece sì che le leggi razziali del 1938 fossero vissute con così grande strazio, e spiega anche la profonda barbarie che si celava in esse.

Ringrazio gli autori che attraverso questo libro rivelano un nuovo tassello in questa tragica storia.

Rav Beniamino Goldstein

Rabbino capo della Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia

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La memoria è la forza per tracciare un sentiero di vita insieme, con rispetto ed in pace.

Ringrazio Gino Malaguti, Barbara Previato e Giorgio Malaguti per avere realizzato questo volume dedicato ad Espulsi e licenziati. Alunni e docenti delle scuole modenesi e le leggi razziali del 1938.

Insieme con loro, ringrazio il Centro Studi Storici Nonantolani, l’Archivio Abbaziale di Nonantola e le edizioni Il Fiorino, e tutti coloro che insieme alle istituzioni (Comune di Modena e Provincia) hanno sostenuto questa pubblicazione: Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, scuole ed istituti culturali, associazioni partigiane.

Proprio in questi giorni ci ha lasciato Piero Terracina.

Nei suoi incontri, davanti a platee sempre numerose, spesso con tanti giovani, non cessava di ricordare: «All’Inferno ci sono stato, si chiama Auschwitz-Birkenau. La Memoria è quel filo che lega il passato al presente e condiziona il futuro: ecco perché è necessario fare memoria del passato, perché quel passato non debba mai più ritornare».

Luoghi che ho visitato più volte, esperienze che tutti dovrebbero fare per capire e percepire l’Orrore.

Ecco, oggi che ci ha lasciato uno degli ultimi sopravvissuti alla Shoah il dovere della memoria è sempre più forte, perché quando non ci sarà più nessuno che possa raccontarci la propria esperienza vissuta, le atrocità viste e provate sulla propria pelle, avremo una responsabilità ancora più grande: tramandare la verità, ricordare l’orrore, evitare che si ripeta.

Questo volume, così preciso, così ricco di testimonianze e di documenti, contribuisce quindi a questo dovere della memoria che tutti noi dobbiamo sentire.

Sono passati oltre 80 anni dall’approvazione delle leggi razziali da parte del fascismo, ma ancora oggi il veleno del razzismo continua a insinuarsi nelle fratture della società. Nei momenti di instabilità, economica e non solo, il desiderio di un “nemico” a cui addossare ogni colpa è sempre forte, e c’è sempre qualcuno che vuole approfittarsene.

Facciamo nostro l’ammonimento di Primo Levi, di non togliere mai il segnalibro della memoria dalla pagina dell’Olocausto.

Pace, libertà e democrazia sono i nostri valori da difendere e tramandare: solo così eviteremo che il passato possa ripetersi.

Buona lettura a tutte e tutti voi, in particolare agli studenti che leggendo queste pagine potranno capire la dimensione dell’orrore vissuto dai loro coetanei, esclusi dalle scuole.

Gian Carlo Muzzarelli

Sindaco di Modena

[1] Arendt 1992, p. 185.

[2] Nissim 2003, p. 67.

SOMMARIO

presentazioni                                                                                                                                                  pag. 9

rav Beniamino Goldstein, Rabbino capo della Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia           » 9

Gian Carlo Mzzarelli, Sindaco di Modena                                                                                                     » 11

La violenza sulle parole “buone”                                                                                                                    » 12

S.E. mons. Erio Castellucci, Arcivescovo-Abate di Modena-Nonantola

Nota degli autori                                                                                                                                                » 14

Capitolo primo

Le leggi razziali del 1938                                                                                                                                 » 15

La campagna antisemita                                                                                                                               » 15

Il censimento degli ebrei nel 1938                                                                                                               » 19

Le leggi razziali e la scuola                                                                                                                           » 21

Proporzionalità e primato                                                                                                                            » 28

Fascistizzazione della scuola                                                                                                                       » 30

Non sempre succubi al regime fascista                                                                                                     » 31

Capitolo secondo

Docenti licenziati – alunni espulsi                                                                                                             » 33

Il Registro dei dispensati dal servizio nel ministero dell’Educazione Nazionale                          » 33

Decreti di cessazione dal servizio di ebrei modenesi:                                                                         » 35

Ministero dell’Educazione Nazionale                                                                                                     » 35

Ministero degli Affari Esteri                                                                                                                     » 36

Ministero dell’Interno                                                                                                                                » 36

Ministero della Giustizia                                                                                                                           » 37

Ministero delle Finanze                                                                                                                            » 37

La rilevazione dei docenti ebrei del Provveditorato agli studi di Modena                                  » 37

Prospetto riassuntivo del censimento degli insegnanti ebrei Istituti Tecnici                             » 39

Prospetto riassuntivo del censimento degli insegnanti ebrei dei Ginnasi-Licei                        » 40

Prospetto riassuntivo del censimento delle maestre ebree                                                            » 40

Le Comunità ebraiche e la scuola                                                                                                        » 41

Dopo la svolta del 1938                                                                                                                          » 44

Scuola elementare speciale ebraica                                                                                                    » 45

Scuola media ebraica paterna                                                                                                            » 48

Gli alunni modenesi espulsi                                                                                                                 » 53

Alunni liceo Muratori                                                                                                                           » 53

Alunni liceo Tassoni                                                                                                                             » 54

Alunni istituto Barozzi                                                                                                                        » 57

Alunni figli di matrimoni misti                                                                                                         » 59

Capitolo terzo

Narrazioni e biografie di docenti licenziati ed alunni espulsi                                                     » 63

La famiglia Levi: l’antifascista Enzo, la professoressa Alberta e l’alunno Arr                     » 63

Schede biografiche di docenti ed alunni                                                                                         » 67

Capitolo quarto

L’Università di Modena                                                                                                                     » 81

L’Università di Modena e la sua fascistizzazione                                                                        » 81

I docenti ebrei espulsi dall’Università di Modena                                                                       » 85

Capitolo quinto

Censura e bonifica libraria                                                                                                                » 99

Abbreviazioni                                                                                                                                      » 105

Fonti                                                                                                                                                     » 105

Bibliografia                                                                                                                                         » 106

Ed. IL FIORINO – Modena

Formato: 17×24

Pagine: 110

Codice ISBN: 978-88-7549-835-1

Anno: 2020

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