Autore: Mauro Calzolari

TITOLO: Le terre perdute

SOTTOTITOLO: La liquidazione del patrimonio fondiario dell’Abbazia di Nonantola nel Modenese e nel Bolognese — 1708-1869–

ILLUSTRAZIONI: Eleonora Marino

PRESENTAZIONE

Di Mauro Calzolari il Centro Studi Storici Nonantolani ha pubblicato in questi ultimi anni alcuni studi sul patrimonio edilizio ecclesiastico nonantolano: Le chiese parrocchiali del comune di Nonantola. Documenti per la storia delle fabbriche ecclesiali dal 1200 al 2019 (Biblioteca 72, 2020); Il Palazzo Abbaziale di Nonantola. Documenti sulle trasformazioni dell’edificio 1227-1965 (Biblioteca 75, 2021); In meliorem formam redacta. La Chiesa abbaziale di Nonantola dal 1275 al 1883 (Biblioteca 77, 2022), quest’ultimo in collaborazione con Gianfranco Marchesi.

Con il presente lavoro si intraprende invece un’indagine sulla liquidazione del patrimonio fondiario dell’Abbazia di Nonantola negli anni che vanno dal 1798 fino al 1869, ossia dal periodo rivoluzionario franco-napoleonico ai governi liberali e laici del primo decennio dell’Unità d’Italia, che incamerano quanto rimaneva delle proprietà immobiliari dell’Abbazia, accumulate nei secoli precedenti. L’autore giustifica la sua ricerca, rilevando che, di fronte ad altre tematiche più avvincenti, «scarsa o nessuna attenzione è riservata dalla storiografia recente alle vicende del patrimonio fondiario dell’Abbazia di Nonantola durante l’Età moderna e contemporanea fino ai primi decenni dell’unificazione italiana».

Procedendo con una metodologia ormai consolidata, il volume si articola in una analisi storica che sintetizza i principali aspetti ed esiti dell’indagine archivistica sulle tematiche affrontate; in una rilevante raccolta di mappe, disegni e foto, che localizzano le proprietà abbaziali di cui si tratta in questa monografia; quindi nella trascrizione di una quarantina di documenti, custoditi nei principali archivi di Nonantola, Modena, Bologna e Reggio Emilia, e pertinenti all’individuazione topografica delle terre abbaziali e alla loro gestione fino all’incameramento nel Demanio nazionale; infine nell’elenco delle abbreviazioni e della considerevole bibliografia utilizzata per un opportuno inquadramento storico.

Come anticipato nel capitolo iniziale, il progetto di ricerca sta continuando con lo studio dei beni abbaziali nonantolani concessi in enfiteusi e livello, situati nel Modenese e nel Bolognese, una parte dei quali andranno a costituire le Partecipanze emiliane.

Concludiamo la nostra presentazione ringraziando Mauro Calzolari per la collaborazione con il Centro Studi Storici Nonantolani, in attesa di potere pubblicare anche la seconda parte di questa ricerca.

Giorgio Malaguti

Presidente del Centro Studi Storici Nonantolani

PREFAZIONE

L’impegno scientifico di Mauro Calzolari attestato nella presente opera segna forse una novità tra i suoi ambiti di studio. Per citare i principali, oltre a quelli consolidati dell’archeologia e della topografia, espletati inizialmente all’interno del Gruppo Studi Bassa Modenese e non solo, come è noto sono maturati nei decenni più recenti quelli dell’odonomastica e della storia degli edifici sacri, declinati entro e al di fuori degli altri rilevanti suoi ruoli professionali, fino al raggiungimento dell’età del congedo. La capacità di studio degli edifici chiesastici è stata posta in modo benemerito a supporto della ricostruzione post-sisma ancora in corso e quest’ultimo indirizzo si è orientato negli anni più recenti alle chiese nonantolane. Da esse, quasi inevitabilmente, in ultimo è scaturito un consistente impegno per la più documentata conoscenza degli alzati dell’Abbazia di Nonantola. L’assidua frequentazione dell’Archivio abbaziale che ha accompagnato questi ultimi anni e l’oggetto di studio costituito dall’antico monastero gli ha suscitato il desiderio e la volontà di trovarvi nuovi fronti d’indagine. La sua peculiare attitudine a reperire e pubblicare la documentazione ha potuto così appuntarsi su di un campo della ricerca per tanti versi tradizionale, quello della patrimonialità – ricordiamo con venerazione l’attività in merito almeno, per limitarci al trascorso quarantennio, dei compianti Vito Fumagalli e Bruno Andreolli e quella in atto di Edoardo Manarini –, conducendola tuttavia in modo totalmente nuovo. Se in passato, come menzionato, l’osservazione è stata fissata sul Medioevo e di preferenza sull’alto Medioevo, Mauro Calzolari compie ora un balzo in avanti tra i secoli fino all’Età contemporanea. A riprova, ci si permetta, di una versatilità non solo dell’autore, ma anche del patrimonio archivistico nonantolano, cosa che in questi decenni abbiamo sempre cercato di evidenziare, incoraggiandone l’approccio da differenti punti di vista.

Abitudine dell’autore è di fissare con rigore i limiti e gli argini della propria ricerca.

In questo caso lo studio dei beni abbaziali è stabilito in un ambito che potrebbe sembrare temporalmente molto limitato – ben meno di un secolo – e che tuttavia consiste in una prospettiva specifica. Si tratta infatti delle operazioni di eversione del patrimonio ecclesiastico attuate dal governo rivoluzionario francese negli ultimi anni del xviii secolo e da quello, ci sia consentito, forse non così meno rivoluzionario che attuò l’unificazione italiana. Le requisizioni napoleoniche, più immediate e brutali, e l’azione legislativa sabauda, solo un poco più raffinata dal punto di vista giuridico, sono tratteggiate nei loro effetti sull’abbazia nonantolana con tutta la loro efficacia di mutamento profondo sulla natura e le prospettive dei patrimoni degli enti cattolici.

Anche la porzione di patrimonio esaminata in questo studio è soggetta a una limitazione precisa, quella dei beni che a fine Settecento il vicario generale mons. Andrea Placido Ansaloni definiva “beni allodiali” e che l’amministrazione abbaziale poteva gestire più liberamente. L’amplissima messe documentale esaminata così a fondo – come è consuetudine del nostro studioso – ha prodotto tuttavia anche i dati relativi all’altra parte del patrimonio, quella dei beni enfiteutici e livellari, qui non esaminati: su questi egli ci promette una successiva pubblicazione, che attendiamo con viva impazienza. Né l’argomento potrà, presumibilmente, esaurirsi con essa, senza che osiamo chiedere al medesimo benemerito autore di farsene carico – ma non ci dispiacerebbe –. Per limitarci all’Età moderna restano, infatti, da trattare le modalità e gli effetti delle tassazioni ducali contestuali all’azione di soppressione degli ordini religiosi condotti in età giurisdizionalistica. Restano gli sforzi per domare la sfuggentissima materia amministrativa da parte degli abati commendatari cinquecenteschi, a partire dall’estromissione degli antichi monaci neri attuata dagli abati Sertorio fino alla vigorosa ma non risolutiva azione di san Carlo Borromeo, che vanno concettualmente collegati con l’immane tentativo di compilazione inventariale a opera degli abati del Seicento, con i repertori che furono allora prodotti e che ancora abbiamo. Resta l’atto finale, quello innescato dalle leggi sabaude summenzionate, che ancora si sta esaurendo: ogni tanto, dal Ferrarese, ancora giunge qualche rara richiesta di affrancazione.

Uno specifico merito che deve essere pubblicamente riconosciuto al presente studio è la ricostruzione del philum archivistico tra i documenti. Con non poca fatica l’autore ha potuto attuarla triangolando con metodo, pazienza e tenacia tra l’Archivio diocesano di Modena, l’Archivio di Stato di Modena e, naturalmente, l’Archivio abbaziale di Nonantola. Forse non è così evidente dal testo, ma ci ha permesso di avere ora un’idea chiara sulle serie archivistiche divise tra i luoghi di conservazione. Questo permetterà in futuro di favorire altre ricerche in questo ambito.

Un altro merito, direttamente consequenziale al primo, è di avere infine stabilito numeri e proporzioni finalmente misurabili, che consentono di comprendere le estensioni complessive dei terreni, la entità di altri beni e l’ammontare delle entrate – pur con la piccola e inevitabile approssimazione data dalla mobile materia – delle quali poteva disporre l’abate commendatario e i gravami dei quali doveva sostenere gli oneri.

Un’ultima menzione desideriamo fare infine del fatto che questo tipo di studio, condotto in modo diretto sulle fonti amministrative, consente alle idee di farsi più precise accompagnandoci fin dentro le modalità concrete di conduzione e gestione dei beni abbaziali. Chi, in che modo e con quali effetti se ne facesse carico diviene finalmente accessibile a tutti grazie a questo libro, nuovo merito del Centro Studi Storici Nonantolani e dei suoi più di trentacinque anni di attività, uscendo dal ristrettissimo ambito di quanti ci occupiamo dei documenti abbaziali lavorandovi settimana dopo settimana, spesso con capacità complessive limitate.

Presto, dunque, auguriamo a noi stessi e a tutti di poter vedere il seguito delle ricerche qui condotte a fase così avanzata.

Siamo certi che mons. Francesco Gavioli, dal Cielo e dall’eternità, sia lieto di celebrare in questo modo i quarant’anni dal suo arrivo all’Archivio abbaziale di Nonantola nel 1983.

Riccardo Fangarezzi

Direttore Archivio abbaziale di Nonantola

Abbazia di Nonantola, 27 novembre 2023.

San Gustavo, B.V. della Medaglia miracolosa

PREMESSA

Questa ricerca si propone di documentare le vicende del patrimonio fondiario dell’Abbazia di Nonantola dalla fine del Settecento al primo decennio dell’Unificazione italiana: si trattava di un consistente nucleo di poderi dati in affitto, dislocati nella bassa pianura modenese e bolognese, che vengono sottratti all’ente ecclesiastico con la devoluzione al demanio statale e la successiva vendita a privati per sopperire a impellenti esigenze finanziarie del governo rivoluzionario giacobino e dei governi liberali dell’Italia unita.

Per effetto di provvedimenti legislativi di carattere generale anche a Nonantola gli uffici statali preposti procedono alla liquidazione dell’asse ecclesiastico facente capo all’Abbazia, al Capitolo abbaziale e al Seminario. In base alle mie competenze e alla mia formazione, ho privilegiato la quantificazione e l’identificazione di questi beni nel territorio, ricostruendo sia una sorta di catasto fondiario sia il processo delle confische nel periodo franco-napoleonico e nel primo decennio post-unitario.

Un tale profilo si basa su un sistematico spoglio delle fonti dirette negli archivi degli enti protagonisti di queste vicende: l’Archivio Abbaziale di Nonantola, l’Archivio Storico Diocesano di Modena-Nonantola, l’Archivio di Stato di Modena e l’Archivio di Stato di Bologna. I documenti più significativi sono stati trascritti in un corpus che si presta anche ad altre letture e valutazioni non affrontate nel mio lavoro.

Con piacere ringrazio quanti hanno reso possibile, con la loro disponibilità, la realizzazione di questa ricerca. Anzitutto don Riccardo Fangarezzi, direttore dell’Archivio Abbaziale di Nonantola, Gianfranco Marchesi, addetto alla sala di studio del medesimo archivio; Federica Collorafi, responsabile dell’Archivio Storico Diocesano di Modena-Nonantola; Alberto Palladini e il personale della sala di studio dell’Archivio di Stato di Modena; Loris Sighinolfi, presidente di ArcheoNonantola, per le preziose informazioni che mi ha fornito; l’amico Sergio Penitenti, per il concreto aiuto nella consultazione dei materiali archivistici.

Infine, last but non least, esprimo la mia gratitudine al Centro Studi Storici Nonantolani, per avere accolto nella propria collana editoriale gli esiti di questa indagine archivistica, permettendone la diffusione.

Mauro Calzolari

SOMMARIO

Presentazione

Giorgio Malaguti

Prefazione

Riccardo Fangarezzi

Premessa

Mauro Calzolari

I. La liquidazione del patrimonio fondiario dell’Abbazia di Nonantola nel Modenese e nel Bolognese dal 1798 al 1869

II. Mappe, disegni e foto

III. Documenti

Criteri di trascrizione dei documenti » 66

Nota metrologica » 66

Doc. 1 Contratto di affitto delle proprietà dell’Abbazia di Nonantola nel Modenese e nel Bolognese, 1763

1. Patti e capitoli

2. Tabella dei pesi

3. Nota di tutte le possessioni ed altri effetti di ragione dell’AugustaBadia di Nonantola esistenti nel Modenese e nel Bolognese

Doc. 2 Beni fondiari concessi ai Monaci Cistercensi e poi al Consorzio dei sacerdoti, 1768

Doc. 3 Beni di campagna di ragione dell’Abbazia di Nonantola nel Modenese, 1779

Doc. 4 Stato economico dell’Abbazia di Nonantola, 1780-1785

Doc. 5 Entrate e spese dell’Abbazia di Nonantola e di S. E. Rev.ma Francesco Maria d’Este,

1. Ristretto generale dell’entrata e spesa annuale dell’Augusta Badia diNonantola secondo lo stato attuale a tutto dicembre 1783

2. Rendite e spese spettanti a S. E. Rev.ma Francesco Maria d’Este

Doc. 6 Denuncia dei beni immobili nel Modenese dell’Abbazia, del Manso (poi Capitolo) Abbaziale e del Seminario di Nonantola, 1786-1787

Doc. 7 Affitto della “Tenuta bolognese” dell’Abbazia di Nonantola, 1791

Doc. 8 Specchio dei beni stabili dell’Abbazia di Nonantola dati in affitto, 1791-1792

Doc. 9 Bilancio del Capitolo Abbaziale di Nonantola, 1798

Doc. 10 Denuncia della rendita dei beni dell’Abbazia di Nonantola, 1798

Doc. 11 Atto di soppressione dell’Abbazia di Nonantola, 1798

Doc. 12 Comunicazione del decreto governativo di soppressione dell’Abbazia di Nonantola e della aggregazione della relativa Diocesi a Modena, 1798

Doc. 13 Atto di soppressione del Capitolo Abbaziale di Nonantola, 1798

Doc. 14 Inventario dei beni fondiari e passività del Seminario di Nonantola, 1798

Doc. 15 Atto di soppressione del Seminario di Nonantola, 1798

Doc. 16 Vendita di beni fondiari della soppressa Abbazia di Nonantola al cittadino Leonardo Salimbeni, 1799

Doc. 17 Elenco dei beni fondiari del Seminario Abbaziale incamerati dal Demanio Nazionale, 1799

Doc. 18 Vendita di beni fondiari della soppressa Abbazia di Nonantolaal cittadino Emanuele Sacerdoti, 1800

Doc. 19 Vendita di beni fondiari della soppressa Abbazia di Nonantola ai cittadini Giulio Cesare Ferrari ed Emanuele Sacerdoti, 1802

Doc. 20 Situazione dei beni fondiari dell’Abbazia, del Capitolo e del Seminario di Nonantola nel periodo del Governo repubblicano, 1802

1. Abbazia di Nonantola: beni venduti dal 1796 al 1802

2. Abbazia di Nonantola: beni invenduti

3. Capitolo della Cattedrale di Nonantola: fondi stabili venduti dal 1796 al 1802

4. Capitolo della Cattedrale di Nonantola: fondi stabili e altri redditi invenduti

5. Capitolo della Cattedrale di Nonantola: canoni e livelli

6. Seminario di Nonantola: beni ed effetti in dotazione nell’anno 1796

7. Seminario di Nonantola: beni, effetti e locali venduti dal 1796 al 1802

8. Seminario di Nonantola: beni, effetti e locali invenduti » 110

Doc. 21 Restituzione dei beni nazionali invenduti all’Abbazia di Nonantola, 1803-1807

Doc. 22 Vendita di beni del soppresso Capitolo Abbaziale, 1804-1810

Doc. 23 Vendita di beni fondiari del soppresso Capitolo Abbaziale di Nonantola ai fratelli Francesco, Luigi, Lodovico e Antonio Tosatti di Camurana, 1813

Doc. 24 Vendita di beni fondiari del soppresso Capitolo Abbaziale di Nonantola a Luigi Tosi di Vignola e Giuseppe Maffei di Modena, 1813

Doc. 25 Beni nel Modenese restituiti all’Abbazia e al Seminario di Nonantola, 1814

Doc. 26 Supplica dei Canonici del Capitolo Abbaziale di Nonantola a Francesco IV, Duca di Modena, 1814 (o poco dopo)

Doc. 27 Elenco dei beni restituiti dal cessato Governo all’Abbazia di Nonantola, 1820

1. Nonantola

2. Sant’Agata Bolognese

3. Crevalcore

4. Epilogo delle rendite attuali

Doc. 28 Stato attivo e passivo dell’Abbazia di Nonantola, 1823

Doc. 29 Acquisto di due fondi nel territorio di Nonantola da parte della Mensa Abbaziale, 1833-1839

1. Fondo Torretta all’Ampergola, 1833-1834

2. Fondo Fornace, 1839

Doc. 30 Affitto dei beni in Sant’Agata e Crevalcore appartenenti alla Mensa Abbaziale di Nonantola, 1839

Doc. 31 Stato attivo e passivo della Mensa Abbaziale di Nonantola, 1851

Doc. 32 Beni immobili della Mensa Abbaziale in Nonantola, 1853

Doc. 33 Possedimenti della Mensa Abbaziale in Nonantola, 1853-1866

Doc. 34 Possedimenti della Mensa Abbaziale di Nonantola nei Comuni di Sant’Agata Bolognese e Crevalcore, 1860

Doc. 35 Denuncia dei redditi della Mensa Abbaziale di Nonantola, 1866

1. Redditi spettanti all’Ente predetto sui quali si deve stabilire la quota di concorso a tenore del prescritto dall’art. 31 della Legge 7 luglio 1866

2. Redditi degli immobili della Mensa Abbaziale di Nonantola nel 1866

Doc. 36 Corrispondenza della Curia Arcivescovile e Abbaziale di Modena-Nonantola riguardo alle leggi eversive del patrimonio ecclesiastico, 1866-1868

Doc. 37 Prospetto dei beni rustici degli Enti Ecclesiastici soggetti a devoluzione o conversione nella Provincia di Modena e presi in possesso dal Demanio, 1867

Collana Centro Studi Storici Nonantolani: “Biblioteca 83”

Editori: Archivio Abbaziale – Nonantola, Centro Studi Storici Nonantolani, Collana Il Fiorino – Edizioni Gruppo Sigem

Anno: 2024

Pagine: 140

Formato: 21 x 30

Isbn: 9 788873873228

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