Pubblicazione di ” Ci han chiamato malfattori”

In questi giorni è stato pubblicato il nuovo libro (a lato la copertina) del prof. Gino Malaguti scritto in collaborazione con il fratello Giorgio.  A causa del vigente “lockdown” la sua presentazione non ha potuto giovarsi della elegante cornice della Sala Verde del Palazzo Abbaziale della nostra città ed allora ci fa piacere riportare in questa sede l’articolo comparso domenica 15 novembre sul settimanale della diocesi di Modena  “NOSTRO  TEMPO“.

Dal momento che la scansione fotografica dell’articolo non risulta tanto leggibile, la trascriviamo per presentare il contenuto del libro ai soci ed estimatori della nostra associazione che possono fin da ora richiedere la nuova pubblicazione  telefonando direttamente ad uno degli autori (Gino M. cell. 333 9360215) o ritirarla presso la nostra sede di via San Rocco.

P.S. Il nuovo libro è già inserito nel Catalogo presente su questo stesso sito (cliccare qui per vederlo).

NONANTOLA, UNA PUBBLICAZIONE SUI PERSEGUITATI DEL VENTENNIO.

In questi giorni l’editore Il Fiorino di Modena ha pubblicato il nuovo libro Ci han chiamato malfattori. Sovversivi ed antifascisti nonantolani a cura del Centro studi storici nonantolani, dell’Archivio Abbaziale di Nonantola e dell’Istituto storico di Modena.  Gli autori, Gino e Giorgio Malaguti, hanno investigato nell’Archivio Centrale di Stato di Roma e nell’Archivio di Stato di Modena sulla tematica dell’antifascismo negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso. La ricerca inizia con una breve cronistoria, fino a circa il 1942, sulla presa del potere del fascismo in provincia di Modena ed in particolare a Nonantola. Sono descritte la violenza dello squadrismo fascista, la frammentazione dei partiti e dei sindacati, la precarietà dei governi. Per Nonantola sono esaminate le attività dei sindaci di quel periodo: l’avvocato Gino Friedmann, ultimo sindaco eletto democraticamente e costretto a dimettersi nel 1926 dalla federazione del Partito nazionale fascista; Benigno Allegretti, primo podestà la cui investitura durò pochi mesi a causa della crisi del fascio nonantolano; l’avvocato Carlo Zanni podestà per circa 15 anni che fu uno dei leader degli intransigenti fascisti. La parte centrale ed innovativa della ricerca è rappresentata da circa 60 schede biografiche di rappresentanti dell’antifascismo storico nonantolano: anarchici, socialisti, comunisti, cattolici popolari. Queste schede sono state reperite nel Casellario Politico Centrale di Roma ed in quello provinciale di Modena. Gli iscritti a questi casellari erano perseguitati e controllati dalla polizia segreta (OVRA) e spesso furono costretti ad emigrare all’estero. Sono inoltre ricordati cinque nonantolani deferiti e alcuni condannati dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Nella sua presentazione Claudio Silingardi, vice presidente dell’Istituto Storico di Modena, scrive: “… è importante indagare dal basso le storie di vita degli antifascisti perché ci restituiscono una realtà molto più articolata e complessa di quella che genericamente conosciamo in merito alla storia dell’antifascismo”. (F. C.)

 

 

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