SHALOM VILLA EMMA – La fuga ed il viaggio della Aliyah in Palestina si Sarina Brodski da Sarajevo, Spalato, Nonantola e Svizzera raccontato nel suo quaderno dei saluti.

Di Matteo Malaguti.

PRESENTAZIONE

In questo libro è narrata la vicenda della ragazza ebrea Sarina Brodski (Shulamit Munchik) nata a Sarajevo il 1 ottobre 1927, una vicenda intrecciata con quella del gruppo dei 73 Ragazzi di Villa Emma di Nonantola, Modena. È una storia individuale e toccante raccontata con una narrazione chiara e ben documentata. Può essere una proposta utile per conoscere e districare i motivi e le forze che hanno concretizzato il razzismo e per comprendere e capire quello che alcuni uomini giusti e coraggiosi fecero in un tempo malvagio.

La fuga di Sarina dalle persecuzioni naziste ed ustascia inizia nella primavera del 1941 con l’invasione italo-tedesca della Jugoslavia. Anche a Sarajevo, sua città natale, furono applicate le leggi razziali. Sarina fu incarcerata con la madre e la sorella nel campo di concentramento di Djakovo, da cui riuscì a fuggire presso la piccola comunità ebraica di Spalato, che l’aiutò con la Delasem a fuggire a Nonantola presso il gruppo di Villa Emma. Da Spalato raggiunse la comunità di Villa Emma con altri 32 ragazzi jugoslavi il 14 aprile 1943. Dopo l’8 settembre 1943, a causa dell’invasione tedesca dell’Italia, per evitare la cattura da parte delle SS fu costretta a rifugiarsi nella neutrale Svizzera con tutto il gruppo di Villa Emma. Finita la guerra, nel giugno 1945 raggiunse la Palestina, terminando così la sua aliyah. La sua fu una fuga con il gruppo dei ragazzi di Villa Emma conclusasi con successo, contro i piani nazisti di deportazione e di sterminio.

Nei documenti e nel quaderno dei saluti utilizzati per questa ricerca sono importanti sia i fatti narrati che gli aspetti psicologici dei ragazzi inseriti nella tremenda storia della Shoah vista attraverso gli occhi di adolescenti.

l’autore della ricerca Matteo Malaguti (Modena, 1977), laureato in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Bologna, risiede a Nonantola dove è appassionato di storia locale.

Ha collaborato con Memorie, la rivista del Centro Studi Storici Nonantolani ed ha pubblicato i seguenti libri: Sul Dialogo Anima e Corpo: il tema del dialogo anima e corpo nel poema “Soul and Body” in Old English e nel codice nonantolano Sessoriano 52, la vita di San Macario Alessandrino ed il suo culto a Redù di Nonantola (2017) e Deperditi ritrovati dispersi. Contributo alla conoscenza di codici già nonantolani da cataloghi di case d’asta (2019) editi dal Centro Studi Storici Nonantolani, Archivio Abbaziale di Nonantola ed Edizioni Il Fiorino.

Il Testo

SOMMARIO

Prefazioni

Rav Beniamino Goldstein – Rabbino capo della Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia

Don Alberto Zironi – Parroco di Nonantola, Redù e Rubbiara, Priore del Capitolo Abbaziale di Nonantola

Presentazione dell’autore 

L’invasione e la spartizione della Jugoslavia

Il ruolo dell’Italia sulla persecuzione nazista e ustascia contro gli ebrei       

Biografia di Sarina Brodski

La comunità ebraica di Spalato durante la Seconda guerra mondiale

Gli ebrei che salvarono gli ebrei

Testimonianza diretta di Shulamit Munchik (Sarina Brodski)

Il quaderno delle dediche di Sarina Brodski

Notizie sugli autori delle dediche 

Considerazioni finali

Cronologia essenziale della fuga dei ragazzi di Villa Emma

Appendice fotografica

Bibliografia

Caratteristiche

Ed. IL FIORINO – Modena

Formato 17 x 24

Pagine: 94

Codice ISBN: 9978-88-7549-880-1

Anno: 2021

Se vuoi maggiori informazioni scrivi a centrostudinonantola@libero.it  . . . . . . . . . . . . . . oppure